VARESE BELLEZZA E SPIRITUALITÀ Proposta turistica in vista dell’Expo

Scritto da Michela | 20 gennaio, 2014

In vista di Expo 2015 tre realtà culturali ecclesiastiche della provincia di Varese hanno deciso di collaborare per una proposta turistica comune: Villa Cagnola di Gazzada, il Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte di Varese, il Museo della Collegiata di Castiglione Olona.

Lo scopo è far conoscere, grazie a un’agile organizzazione e a costi competitivi, tre splendidi luoghi, significativi sia dal punto di vista storico-artistico che spirituale: l’elegante residenza settecentesca di Villa Cagnola e la sua ricca Raccolta d’Arte; il complesso monumentale del Sacro Monte di Varese, patrimonio dell’umanità Unesco, con il Museo Baroffio e del Santuario; lo scrigno rinascimentale di Castiglione Olona, con la Collegiata e il suo Museo, Palazzo Branda e il caratteristico borgo. Mezza giornata è riservata alla visita della città di Varese.

Il pacchetto turistico, dal titolo “Varese Bellezza e Spiritualità”, propone un programma di tre giorni per gruppi di circa 25 persone, con possibilità di personalizzazione a richiesta.

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Concerto di Natale per Papa Francesco (20 dicembre, S.Maria degli Angeli)

Scritto da Michela | 11 dicembre, 2013
Venerdì 20 dicembre – ore 20.30CONCERTO DI NATALE
“AUGURI PAPA FRANCESCO”

Dalla Misa Criolla di Ariel Ramirez all’Ave Maria di Gounod, dall’Alleluja di L. Cohen ad Adeste Fideles e ai Canti Natalizi più famosi: un programma eclettico con un cast internazionale che accomuna vari generi musicali in un’atmosfera calda e informale proprio nel solco dell’insegnamento di Papa Francesco.

Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Piazza della Repubblica – Roma

In occasione del compleanno di Papa Francesco, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma ospita, venerdì 20 dicembre alle ore 20.30, un grande evento-concerto per festeggiare, con musica e parole, la ricchezza spirituale del Pontefice e il Santo Natale.
La manifestazione vuole essere testimonianza di fede nei valori umani e cristiani, quali la temperanza, l’accoglienza e la solidarietà, più volte sottolineati da Sua Santità: il Natale deve tornare ad essere una festa che avvicina gli animi e riconosce come cardine la carità.

In programma l’esibizione di numerosi artisti, italiani e stranieri, che eseguiranno brani musicali, cori e letture di alcuni passaggi presi dai discorsi più significativi di Papa Francesco. Tra gli artisti presenti, Frate Alessandro, la “voce divina” di Assisi, con l’Ensemble Assisi Suono Sacro e il flautista Andrea Ceccomori;  la soprano cilena Macarena Valenzuela; la soprano cino-canadese Lu Ye; dall’Italia la grande soprano Felicia Bongiovanni; dall’Albania la soprano Ramona Tullumani e la mezzosoprano Jana Mrazova; dalla Spagna  il giovane baritono Juan Parades Jimenez e  la giovane mezzosopranoMaria Teresa Andrade.
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Si chiama “Deo Gratias” ed è il palindromo più incredibile e complesso che ci sia in Italia

Scritto da Michela | 12 novembre, 2013

Di Giancarlo Pavat

Quello di Acuto è un palindromo davvero incredibile. Si tratta di un rettangolo di 11 x 9 quadratini, in ognuno dei quali è inserita una lettera che serve per formare la frase, leggibile in tutti i versi a partire dal centro, “DEO GRATIAS”, ovvero “Grazie a Dio”.

Il centro del rettangolo e di tutta la composizione è la lettera “D”, del dativo di “Deus”, di colore rosso.
Lo studio del “DEO GRATIAS” è ancora all’inizio, e sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

La frase acutina è piuttosto rara. Non ci risulta che ne esistano altri esemplari in una chiesa. Quella della chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco sembra davvero un unicum. Frasi Mentre ne abbiamo trovato alcuni stampati sulle copertine  lunari e pronostici. Come quello di Padre Alberto Rotilenzi “per l’anno bisestile 1640 calculato sul meridiano di Tuscana”, stampato “con licenza dei Superiori” nello stesso anno a Firenze e dedicato al Granduca.

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Il misterioso Cristo di pezza protetto da secoli dalle Monache di Malta, unico ordine cavalleresco al femminile

Scritto da Michela | 20 settembre, 2013

“Penne, città d’Arte” è quanto recita il cartellone di “benvenuto” al suo ingresso. Ma anche “città di misteri” come descritto dalla rivista Fenix di questo mese, nell’articolo di Fabio Ponzo, collaboratore abruzzese di luoghimisteriosi.it in cui si analizza ogni enigma della sua chiesa più importante, San Giovanni Battista. Un autentico orgoglio essendo stata l’unica sede in Abruzzo delle monache gerosolimitane dell’Ordine di Malta, è effettivamente un unicum la presenza di un ramo femminile nei Cavalieri dell’Ordine di Malta. Il loro lavoro svolto negli ospedali, era quello di assistere e apportare cure a pellegrine e malate. L’ordine crebbe e si diffuse in tutta Europa: Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Olanda, Rodi e Italia, riportandoci a Penne come unica sede in terra abruzzese. Quasi dimenticata, e in uno stato di evidente decadenza, la chiesa di San Giovanni Battista si fa notare ancora per la sua autorevolezza architettonica. Croci e ancora croci di Malta al suo interno, scolpite e disegnate ovunque. La più grande che s’incontra è quella posta nell’area centrale della struttura e la più affascinante è quella che si scorge alzando la testa, su per la cupola, dove il sole passa attraverso delle piccole feritoie e la fa splendere, come se emanasse una luce propria.

Nei pressi delle soffitte della chiesa di San Giovanni Battista, all’interno di urna di legno e vetro, poteva essere ammirato un Cristo morto realizzato interamente in stoffa. Grazie alle credenze e alla trazione popolare questa leggenda a fatto si che arrivasse fino ai giorni nostri. Si narra che la priora del convento, una volta ultimati i lavori della chiesa e arrivati alla vigilia solenne della consacrazione, volle dare a questo Cristo di pezza una sistemazione e una venerazione più degna, fu all’ora che venne sistemato  nel più prezioso degli altari;  ma lei e le altre consorelle appena presero il Cristo dalla sua urna originaria, sulla città di Penne si scatenò un violentissimo temporale e tutte le religiose persero la vista. Soltanto una monaca anziana e malata, che attendeva la morte nella sua cella, ebbe la forza di alzarsi e di andare in soccorso di tutte le altre.

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Convento del Carmine e Pinacoteca di Marsala

Scritto da Michela | 28 giugno, 2013

CHIESA DEL CARMINE

MONASTERO DEL CARMINE

Il Complesso Carmelitano dell’Annunziata

Fondata quasi certamente tra il XIII e il XIV secolo è uno degli esempi più significativi degli insediamenti degli ordini mendicanti a Marsala. Fin dalle origini fu affidata alle cure dei frati provenienti dal Monte Carmelo di Palestina. Questi frati si insediavano nelle zone più periferiche dove il costo dei terreni era minore. La primitiva Chiesa medioevale del Carmine fu trasformata in età tardo-rinascimentale e probabilmente l’ammodernamento si deve a Padre Niccolò Petrulla Carmelitano, maestro di teologia e filosofia. Il complesso assumerà molta importanza per la storia di Marsala tanto da designare uno dei quattro quartieri della città: il quartiere dell’Annunziata.
La struttura è il frutto di molte trasformazioni che dal XVII ne hanno cambiato le dimensioni originarie. Era ricca d’opere d’arte come le sepolture dei Grignani conservate successivamente presso la Chiesa Madre in seguito al crollo del tetto avvenuto nel 1745.
Dopo il 1866 a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi, il Convento passò al Comune che lo affidò ai Carabinieri. Negli anni ’90 è stato restaurato e destinato a sede museale, mentre la chiesa ospita l’Archivio Comunale.

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Il mistero del Santo “consumato”

Scritto da Michela | 21 maggio, 2013

Immerso tra fiori della vita, stelle a 5 punte, misteriose T e sandali dei pellegrini emerge l’enigmatica figura di un santo “consumato” perché grattato dai fedeli fino a farlo scomparire… una particolare usanza perpetrata nei secoli

Su Fenix di maggio 2013, Fabio Ponzo dello staff di www.luoghimisteriosi.it svela i misteri dell’abbazia di Turrivalignani, un edificio ricco di incisioni e di antichi simbolismi riportando gli studi e le interpretazioni di Roberta Di Renzo, esperta in gestione e valorizzazione di beni culturali e di Giovanni Lattanzi. Fortunatamente il sisma che ha colpito l’Abruzzo nel 2009 non ha provocato danni alla struttura, evitando un ennesimo danno al nostro passato millenario. Negli stipiti interni del portale si scorgono diverse stelle a cinque punte, un piccolo Fiore della Vita e molti sandali del pellegrino. Come testimonianza e firma del loro passaggio, i pellegrini incidevano la forma del sandalo accompagnati, in questo caso, anche da uno stemma nobiliare, forse per una visita importante.

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UN DIO CRISTIANO “AL FEMMINILE”? ACCADE A MONTEGRANARO

Scritto da Michela | 18 aprile, 2013

La cripta di S. Ugo è uno degli antichi gioielli, sorgerebbe su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cerere, venerata dai veregrani, il cui culto è talmente diffuso nei Monti Sibillini da confonderla con la mitica Sibilla, profetessa la cui grotta si perde tra le alture della catena marchigiana. Cerere era dea delle messi, dell’agricoltura e della fertilità e non a caso il toponimo Mons Granarius lega il borgo proprio al grano.

Protagonista delle raffigurazioni è la grande Crocifissione con i re e i profeti. Essi sorreggono le pergamene con scritte latine in caratteri gotici contenenti i propri insegnamenti, come a dimostrare che quanto asserito nell’arco di secoli era l’annunciazione della venuta del Cristo. Vi è una sorprendente anomalia. Anziché Dio, è la Madonna a comparire in capo a Gesù e la particolarità è che si trova inserita nella mandorla, immagine molto rara, se non unica…l’articolo continua »

Via Crucis vivente Roccapalumba “Paese delle stelle”

Scritto da Michela | 22 marzo, 2013

PASQUA 2013

La Pasqua a Roccapalumba è la ricorrenza che da sempre suscita un’ intensa partecipazione popolare. Intenso è anche il pathos che i riti della Settimana Santa, rievocando la “Passione” di Gesù trasmettono ai fedeli e alla moltitudine di visitatori. I sentimenti di dolore per la Morte prima e poi della gioia per la Resurrezione del Redentore, appaiono autentici anche nella teatralità delle rappresentazioni, nella sontuosa ritualità, nelle popolose e numerose processioni in cui protagoniste sono le confraternite con i loro stendardi e uniformi variopinti.

Anche quest’anno dal 24 al 31 marzo 2013 puntualmente il centro  storico diventa lo sfondo scenografico di tutti gli eventi religiosi della tradizione pasquale. Anche sul piano gastronomico-simbolico, la Pasqua viene ricordata con la preparazione di

pietanze e dolci particolari: in primo piano l’agnello che viene cucinato secondo la tradizione locale e poi “u piecuru” o “piecuri” di pasta reale, la frutta di Martorana, “i panuzzi di ciena” e “u pupu cu l’ovu”. 

Turismo religioso in Sardegna: la Settimana Santa

Scritto da Michela | 20 marzo, 2013

Lasciata (sembrerebbe) alle spalle l’intensa ondata di gelo e pioggia che ha caratterizzato l’inverno in Sardegna, sull’isola sta cominciando ad affacciarsi il sole, segno che la primavera è ormai alle porte. E il tempismo è perfetto perché tra poco meno di due settimane sarà Pasqua, occasione ideale per scoprire la Sardegna e i suoi misteriosi e suggestivi riti religiosi.

La cosiddetta Settimana Santa (in sardo Sa Chida Santa) in Sardegna è un’esperienza unica e affascinante, avvolta in un’atmosfera di intenso misticismo e profonda spiritualità. Secolari tradizioni di origine spagnola si fondono con usanze religiose locali per dar vita a riti, processioni e momenti corali di grande forza espressiva e suggestione.

Luci e colori, abiti tradizionali e preziosi oggetti sacri, tessuti ricercati e splendidi ricami e gli immancabili e struggenti gosos, i canti di accompagnamento dei riti sacri, offrono al visitatore un percorso di fede e di religiosità carico di emozioni.

Nell’arco della Settimana Santa sarà possibile percorrere un itinerario spirituale denso di appuntamenti: le processioni dei Misteri, che inscenano le tappe della Passione di Cristo, Su Scravamentu, ovvero la deposizione del simulacro del Cristo dalla croce e S’Incontru, l’incontro tra la statua di Gesù e della Madonna per le vie dei paesi. Un ruolo di particolare importanza lo svolgono le Confraternite che curano le sacre rappresentazioni, sfilano nei loro suggestivi costumi intonando canti religiosi in latino e sardo e custodiscono gelosamente gli antichi riti liturgici.

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Esclusivo: è stata da poco riscoperta una chiesa templare a Rimini, il luogo testimone dell’assoluzione dei cavalieri templari

Scritto da Michela | 13 febbraio, 2013

E’ stata appena riscoperta la chiesa templare di San Michelino in Foro a Rimini, in esclusiva sulla rivista di archeo misteri Fenix di febbraio 2013, Isabella Dalla Vecchia di luoghimisteriosi.it pubblica in un articolo le prime immagini e le ricerche che raccontano la sua affascinante vicenda che per la prima volta nella storia ha potuto testimoniare l’assoluzione dei cavalieri Templari durante il periodo nero della loro persecuzione. 

Nel 1308 all’emanazione della bolla da parte di papa Clemente V con l’ordine dell’esproprio dei beni templari e del conseguente interrogatorio, anche San Michelino come chiesa templare dovette subire lo stesso destino. Nel 1310 a Cesena venne svolto l’interrogatorio dei due cavalieri Templari che abitavano la chiesa, Giovanni da Todi e Andrea da Siena, ma il destino o qualcosa di inspiegabile, ha mutato le sorti già scritte per tutti i Frates.  …l’articolo continua »