La Castelli Gallery di Milano inaugura “Verso la luce”, mostra personale dell’artista Andrea Scacciotti

Da sempre attenta ai giovani talenti emergenti, la Castelli Gallery di Milano decide di presentare un giovane artista che, negli ultimi anni, si è segnalato come uno degli autori più vivaci e propositivi della scena pittorica in Lombardia e nel Canton Ticino. La mostra, dal titolo “Verso la luce”, sarà inaugurata giovedì 3 maggio, alle 19.00, e sarà visitabile fino al 13 maggio.
Varesino di nascita e luganese di adozione, Andrea Scacciotti ha saputo elaborare una propria personalissima cifra stilistica nell’ambito dell’astrazione. Dopo una parentesi dedicata al figurativo e all’apprendimento, tecnico e teorico, dei principi basilari della pittura, ha infatti incentrato la propria ricerca sull’uso del segno e del colore, ma anche sulla sperimentazione di tecniche miste che prevedono l’impiego di materiali estranei alla tradizione. Seguendo un moto di estrema libertà creativa, olii e acrilici si fondono e si uniscono a materiali naturali e industriali come sabbie, legni, cemento e materiali plastici, ottenendo interessanti effetti visivi, fatti di rilievi, di iridescenze e di trasparenze, che spesso riescono a trasmettere una sensazione quasi tattile.
Il grande interesse per la matericità dei materiali impiegati non deve però distrarre l’attenzione dal cuore della ricerca artistica di Scacciotti: la sua è una ricerca artistica volta ad indagare abissi e profondità dell’animo umano, a far trasparire dalle asprezze delle increspature di colore i dubbi, le incertezze e le situazioni di conflitto che attanagliano l’esistenza.
William Congdon e Venezia
«William Congdon è l’unico pittore, dopo Turner, che ha capito Venezia, il suo mistero, la sua poesia, la sua passione. Il suo modo d’esprimersi è moderno, la sua comprensione vecchia quanto la città stessa. Egli ha saputo cogliere l’effettiva essenza di molti secoli e fonde questa visione in un sogno così fantastico e bello che i suoi dipinti lasciano senza respiro [.] Sono fatti di lava; sono lampeggianti; palpitano della vita e della passione di tutti i veneziani che da lungo tempo riposano nella loro ultima dimora.» Così scriveva Peggy Guggenheim nel 1953, esprimendo il suo entusiasmo di fronte alle Venezie di Congdon.
Ora, l’occasione del primo centenario della nascita di colui che è uno dei maggiori anche se più trascurati protagonisti dell’Action Painting americana è colta da Ca’ Foscari per realizzare, in collaborazione con la William G. Congdon Foundation di Milano-Washington e con il sostegno di Assicurazioni Generali, una mostra con oltre 40 opere sul lungo soggiorno (1948-1960) dell’artista a Venezia, la città che diviene, dopo New York, il secondo e più importante correlativo della sua ricerca espressiva, e sulle raffigurazioni che quel soggiorno produsse. Congdon, come aveva avuto modo di osservare ancora Peggy, «non appartiene a nessun gruppo di pittori. Sta a parte. Non appartiene a nessuna scuola. Nessuno ha cercato di dipingere alla sua maniera prima di lui. [...] I veneziani non vedono mai i suoi quadri…», e infatti questa sarà la prima rassegna di opere di Congdon che avrà sede a Venezia.
ARTE: “Luci nel silenzio”, la Sicilia urbana e campestre di La Cognata in mostra sotto l’Etna
La Sicilia di Giovanni La Cognata, i suoi paesaggi urbani, gli scorci del barocco di Comiso e le vedute della campagna iblea, le sue pennellate nervose e materiche, l’energia potente eppur muta che emana la sua pittura approdano da sabato 28 aprile sotto l’Etna, a Catania con Luci nel silenzio (28 aprile – 15 giugno 2012) negli spazi di Side A, l’associazione culturale guidata dai collezionisti Giovanni Gibiino e Maurizio Cascone impegnati a promuovere e sostenere anche nei circuiti internazionali l’arte moderna e contemporanea e i suoi interpreti “made in Sicily”. Inaugurazione ore 18.30.
Cinquanta le opere selezionate da Gibiino e Cascone per ripercorrere l’evoluzione stilistica di La Cognata, artista di Comiso che, dopo un decennio di attività a Milano, è tornato in Sicilia irresistibilmente attratto dalla terra, i colori e da quella luce mediterranea che diventa elemento costante della sua produzione pittorica. “I dipinti di La Cognata – scrive nel suo intervento in catalogo il critico d’arte Alessandra Redaelli – non raccontano la Sicilia, i suoi dipinti sono la Sicilia. Una Sicilia in apparenza dormiente, ma in realtà vigile, senza tregua, come un grande leone accucciato nella savana. Una Sicilia assopita, ma tormentata, inquieta. I suoi dipinti sono scorci di una calma quasi irreale sotto i quali si avverte una vibrazione continua, sottilmente disturbante, come un dolore che sta covando in qualche punto non ben definito del corpo e ancora non è arrivato alla coscienza”.
Ponti del 25 aprile e 1° maggio alla grande mostra DIVINA COMMEDIA presso la Fondazione Magnani Rocca
La mostra aperta anche il 25 aprile e il 1° maggio.
Tre grandi visionari, riusciti nell’impresa di rappresentare per segni e colori quanto i versi di Dante hanno espresso in una delle forme poetiche più elevate di ogni tempo.
Incubi, angosce, estasi in tre percorsi di notevole suggestione che conducono dalle tenebre infernali alla luce paradisiaca attraverso le opere d’arte di Gustave Doré, Francesco Scaramuzza e Amos Nattini dedicate alla Divina Commedia, protagonista della mostra “DIVINA COMMEDIA. Le visioni di Doré, Scaramuzza, Nattini”, a cura di Stefano Roffi, fino al 1° luglio 2012 presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma). La mostra, oggetto di lusinghiere recensioni e di importanti trasmissioni tv nazionali, resta aperta anche per le festività del 25 aprile e 1° maggio, oltre che per il ponte di lunedì 30 aprile.
Si tratta di “visioni” nel senso ambivalente di interpretazioni illustrative e di sguardi visionari; nelle sale espositive, dopo il passaggio in quell’Empireo terreno costituito dalle opere sublimi di alcuni dei più grandi artisti di ogni tempo della raccolta permanente della Fondazione, le note della Sinfonia dedicata a Dante composta da Franz Liszt, grande musicista contemporaneo di Doré e di Scaramuzza, e l’apparato luminoso opportunamente studiato accompagnano le immagini delle Cantiche dantesche e rafforzano il senso di passaggio dal dramma della pena alla contemplazione divina che il Poeta ha espresso.
Festa della Liberazione a Padula con la mostra “Il dolore della Passione in Certosa”
Ancora pochi giorni per visitare la mostra “Il dolore della Passione” alla Certosa di San Lorenzo a Padula. L’esposizione, a cura della Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino diretta da Gennaro Miccio, resterà aperta al pubblico fino a domenica 29 aprile 2012.
La mostra. Nella Cappella detta dei Morti sono esposte due sculture in ceroplastica del XVIII secolo, mentre nella Sala della Foresteria ad accogliere i visitatori Parati Liturgici del XVII secolo. Una dolorosa Madonna a mezzo busto realizzata in cera dipinta, con la testa reclinata all’indietro, gli occhi e le labbra socchiusi, fa pendant con la figura del Cristo, suo figlio, scolpito nell’accezione iconografica dell’Ecce Homo: la corona di spine posata sul capo, il petto trafitto punteggiato da numerose gocce di sangue, le spalle coperte dal drappeggio di una veste di seta sbiadita color ambra che, tuttavia, tra le pieghe nasconde l’originale colore rosso. L’intera composizione trova i suoi riferimenti stilistici nella produzione napoletana in ceroplastica dell’età barocca, tecnica che ben si prestava alla drammatizzazione della morte nei suoi più ampi significati, tanto che spesso veniva utilizzata anche per scopi didattici mediante le fedeli riproduzioni anatomiche dei corpi. I busti provengono da una cappella secondaria della Chiesa della Certosa, sottoposti a restauro conservativo negli anni addietro, hanno trovato adeguata collocazione tra le opere d’arte integrative (fuori catalogo) della Mostra La Certosa Ritrovata, ma possono dirsi sostanzialmemente inedite. Ad accogliere il visitatore nella sala dell’anti-biglietteria, ancora un’installazione dedicata al tema della Pasqua: due eleganti strisce in velluto con ricami in seta e oro del XVII secolo, esemplari superstiti della preziosa collezione di Parati Liturgici dei Padri Certosini. L’installazione si arricchisce di una pianta di ulivo (fornita dalla Ditta Eurogiardinaggio Nicola Maisto, ndr), scelta sia per il ruolo fondamentale che l’ulivo riveste nel periodo pasquale, oltre ad essere da sempre considerato simbolo di pace. …l’articolo continua »
Porto Ceresio inaugura “Il poetico senso della natura”, esposizione dei pittori Bruno Beccaria e Carlo Proverbio.
Sarà inaugurata sabato 28 aprile, alle 17.00, presso lo spazio polifunzionale della biblioteca comunale di Porto Ceresio, la bipersonale di Bruno Beccaria e Carlo Proverbio, visitabile fino al 6 maggio.
La mostra, incentrata su due ricerche stilistiche apparentemente distanti, intende portare all’attenzione dello spettatore le differenze, ma anche le analogie, che caratterizzano i percorsi artistici che eleggono la Natura come propria primaria fonte di ispirazione.
L’Arte è la mediatrice e riconciliatrice di uomo e natura; è dunque il potere di umanizzare la natura, di infondere pensieri, passioni e stati d’animo in tutto ciò che è oggetto di contemplazione. Intesa non come semplice oggetto di osservazione ma come riflesso del trascendente nella realtà concreta, la natura assume la valenza di uno spazio interiore, da indagare soggettivamente. Parlare di Natura, oggi, sembra comportare qualcosa di anacronistico, di superato, di dimenticato; eppure è il nostro spazio vitale e quindi l’entità verso cui, istintivamente, rivolgiamo la nostra attenzione.
Giorgio de Chirico: il labirinto dei sogni e delle idee
L’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta propone, al Centro Saint-Bénin di Aosta, dal 29 aprile al 30 settembre prossimi, la mostra Giorgio De Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee – a cura di Luigi Cavallo con Franco Calarota – che, attraverso un’importante selezione di opere, alcune raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private e museali, si pone come un’occasione unica per osservare da vicino e godere di capolavori del Maestro di solito non accessibili al grande pubblico.
Come ricorda Luigi Cavallo nel catalogo della mostra, Giorgio de Chirico (Volos 1888 – Roma 1978) “è il pittore più nuovo del vecchio mondo. Gettare uno sguardo sulla sua opera significa ripercorrere le avventure creative del XX secolo, fondamenta e confronti per il nostro tempo”.
SPERIMENTANDO 2012 E’ questione di equilibrio
Verrà inaugurata venerdì 20 aprile, alle ore 11.00 l’undicesima edizione della mostra scientifica interattiva Sperimentando, che continua a stupire i suoi visitatori con centinaia di exhibit interattivi di fisica, chimica e scienze naturali. La mostra è rivolta in modo particolare alle scuole, ma non solo: attraverso attività sperimentali ed oggetti per lo più di uso comune sarà possibile apprezzare la scienza come una disciplina affascinante, divertente e soprattutto accessibile a tutti, grandi e piccini.
L’edizione di quest’anno avrà come sottotitolo È questione di equilibrio: sarà infatti l’equilibrio, nei suoi svariati aspetti, il tema centrale nei vari percorsi proposti.
21 aprile-20 maggio 2012
Ex Macello, via Cornaro 1/b
Inaugurazione evento: venerdì 20 aprile, ore 11.00
Programma evento
SPERIMENTANDO si pone l’obiettivo di avvicinare in modo piacevole e divertente, ma pur sempre rigoroso, giovani e meno giovani alla scienza. Pur nella semplicità degli apparati esposti, segue la scia dei musei scientifici interattivi che si vanno diffondendo in tutto il mondo.
La parola chiave è interattività perchè “Sperimentando” è appunto una mostra interattiva, e il visitatore è invitato a provare e toccare, sperimentando direttamente e quindi familiarizzando con fenomeni e principi delle scienze.
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“28 luglio, Sonia” di giovanni Femia dal 21 aprile al 20 maggio 2012 a Castiglione Olona (VA)
Dal 21 aprile al 20 maggio 2012 i Musei Civici di Castiglione Olona, Palazzo Branda Castiglioni e [MAP] Museo Arte Plastica, accoglieranno la mostra-laboratorio “28 luglio, Sonia” di Giovanni Femia, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Castiglione Olona e curata dallo storico dell’arte Rolando Bellini.
L’esposizione comprende un primo nucleo di opere realizzate nel corso degli ultimi due anni, frutto di numerosi viaggi intrapresi da Giovanni in giro per il mondo, in particolare in Australia e negli Stati Uniti, ed un secondo invece di tele dedicate a Castiglione Olona, sua città di origine, con una rilettura più consapevole ed approfondita degli spazi a lui familiari.
La continua ricerca e il desiderio di scoprire nuove realtà culturali e sociali spingono questo giovane pittore a muoversi e a spostarsi continuamente da un luogo all’altro, passando da grandi metropoli come New York, Melbourne e Parigi a realtà piccole ma cariche di storia e di stimoli creativi come Castiglione Olona. Proprio questa curiosità ha portato ad affinare negli anni il suo linguaggio stilistico, a consolidare una tecnica che da autodidatta si trasforma, tra gli apprezzamenti della critica, in un tratto artistico distintivo ed autonomo.
A VILLA PISANI DI VESCOVANA LA MOSTRA GIARDINI DI NEVE E LAGHI D’ARANCIO
La cinquecentesca Villa Pisani di Vescovana ospiterà dal 22 aprile al 20 maggio una mostra sul tema del giardino romantico con opere del Maestro ceramista Giovanni Cimatti. L’artista, solitario e silenzioso poeta, errante ricercatore di nuove tecniche ceramiche, pone a confronto la sua arte con le forme dello splendido giardino “all’italiana” di Villa Pisani, creando un connubio tra naturale e artificiale, che è l’arte di realizzare un giardino presso ogni cultura. Se il giardino è visto come rappresentazione della capacità umana di dominare la natura, allora lo è anche la ceramica, perchè è controllo e frutto dei quattr o elementi dell’alchimia medievale che sono fondamento della terra stessa.
La mostra si compone di opere in porcellana bianca, Giardini di Neve, realizzate con una contaminazione di carta e argilla, e di colore arancione, Laghi d’Arancio. L’artista, che lavora sempre distante dalla decorazione, inventa superfici allagate in argilla liquida arancione, dove impiega la materia stessa come linguaggio cromatico. Nell’esposizione saranno presenti opere della sua collezione come il Trittico delle Sirene della Magna Grecia Leucosia, Ligea, Partenope, realizzate nel 2001 per l’inaugurazione delle nuove sale del Museo Bonacossi di Ferrara.
